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Palestrina

Superficie
46,85 Kmq.
Altitudine
450 m.
Popolazione residente
18.200 abitanti
Prefisso telefonico
06
Codice postale
00036
Località e frazioni di
Carchitti
Confina con
A est: Cave, Labico, Valmontone; a nord: Castel San Pietro Romano, Roma; a nord e ovest: Gallicano nel Lazio; a ovest: Rocca Priora, Zagarolo; a sud: Artena
Fa parte di
Comunità Montana Zona XI Castelli Romani-Prenestini
Sito istituzionale:
www.comune.palestrina.rm.it
Altri siti:
www.cittadipalestrina.it
www.prolococarchitti.it
www.preneste.it
Palestrina è uno dei pochi paesi al mondo che può vantare 2800 anni di storia: la sua origine è leggendariamente ricondotta alla prole di Ulisse.

Molte delle informazioni di cui siamo in possesso derivano dalle campagne di scavo presso le numerose e stratificate necropoli, testimonianze sepolte di contatti con le principali civiltà italiche. Nel 338 a.C. Palestrina viene sottomessa da Roma ed alcune famiglie imperiali scelsero la zona per edificarvi le proprie residenze estive, ma è nel IV secolo, divenuta sede vescovile, che Palestrina è nuovamente polo di attrazione dell'intera area. Dal 1043 viene assegnata ai Colonna assieme a Subiaco e Zagarolo, e da allora la sua storia è connessa con quelle delle alterne fortune politiche delle famiglie nobiliari romane. Le testimonianze storiche di tutte queste fasi politiche e culturai sono ben presenti nel tracciato della città.

E' possibile visitare i resti del tempio innalzato in onore della fortuna primigenia, sulle cui rovine si innestarono le costruzioni medievali e che attualmente è sovrastato da Palazzo Barberini, ospitante il Museo Archeologico Nazionale. Paradossalmente il tempio è stato "scoperto" in seguito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Proprio al casato romano è dedicato uno dei simboli enogastronomici locali: il giglietto.

La casa natale di Giovanni Pierluigi, principe della musica polifonica, ospita inoltre una vasta collezione di spartiti originali mentre il Museo Diocesano, di recente inaugurazione, esibisce reperti della religione cattolica dagli albori sino ai giorni nostri. Inoltre la città fa omaggio al musicista con una piazza, una fondazione e due cori dedicati all’illustre concittadino. 

I turisti e i visitatori possono visitare anche la chiesa di Santa Rosalia da dove Michelangelo Buonarroti ha tratto un pezzo di marmo per creare una delle pietà. Ora un calco è custodito nella cattedrale di Sant’Agapito, edificata su pre-esistente basilica d'epoca romana, con dipinti del Sermoneta. Di notevole bellezza sono anche i Borghi, il convento di San Francesco e la fonte termale Fonte Ceciliana.

Nei secoli Palestrina ha assunto una notevole importanza proprio per la posizione strategica che occupa: dall’alto del monte Ginestro, alla cui sommità era l'acropoli (l'attuale Castel S. Pietro), cinta di potenti mura, la città poteva controllare la valle del Sacco, punto nodale per le comunicazioni tra l'Etruria e la Campania, regione nella quale gli etruschi avevano ricchi insediamenti. Ma anche una delle più importanti vie di comunicazione tra l'Appennino ed il Tirreno ricadeva sotto il controllo di Praeneste, vale a dire il percorso che, attraversando il territorio di Tivoli, sbucava ad Anzio.

I romani ben presto si insediarono su questo territorio e proprio al periodo romano è legata la costruzione del grandioso complesso del santuario della Fortuna Primigenia ricostruito, proprio dai romani, nelle grandiose forme ellenistiche oggi ancora parzialmente visibili.

Il santuario è databile verso la fine del II sec. a.C., e fu riportato alla luce dai bombardamenti della seconda guerra mondiale che, oltre a causare morte e distruzione, consentirono, però, la scoperta delle strutture del santuario. Al santuario si arrivava da Roma attraverso la via Prenestina, ancora visibile e percorribile a piedi per qualche km. La struttura si articola in una serie di sei terrazze artificiali disposte sul pendio roccioso. Sulla sommità del santuario sorge il Palazzo Barberini che è sede del Museo Archeologico Nazionale.

La famiglia Barberini fu responsabile della risistemazione urbanistica che diede alla città la sua fisionomia attuale, oltre che della ricostruzione del palazzo baronale (nel 1640) già costruito dai Colonna. L’occupazione del santuario da parte di case private in epoca medievale da un lato, ne ha condizionato l'aspetto, ma dall'altro è risultata decisiva per la conservazione del monumento.

Palestrina è anche nota per la produzione artigianale di ricami e del punto palestrina, di cui ci possono apprezzare testimonianze proprio all'interno del Museo. Il punto Palestrina è un punto annodato e lineare che è stato recuperato e rilanciato proprio a Palestrina.

Dal 1956 sono ospitati all’interno del Museo numerosi reperti: cippi, busti, basi funerarie, statue e oggetti di uso quotidiano provenienti dalla Necropoli della Colombella e della Selciata. Ma i più importanti sono: il grande Mosaico policromo del Nilo, che costituiva il pavimento dell’abside di fondo di una grande sala situata nel foro di Praeneste.

Si tratta dei più grandi e rilevanti mosaici ellenistici conosciuti. Ma forse il più importante reperto è la Triade Capitolina, unico esemplare, in cui gli dei sono conservati nella quasi totale interezza che rappresenta Giove, Giunone e Minerva sul trono.

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